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    <title>SOlab      </title>
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    <description>Studio Openspace &lt;br/&gt;is not only a place of designing and cultural exchange &lt;br/&gt;but also a place of the mind&lt;br/&gt;a room where different expressive languages can meet a boundary line</description>
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      <title>&quot;Mestieri Difficili&quot; a Maremetraggio 2011</title>
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      <pubDate>Tue, 21 Jun 2011 22:49:36 +0200</pubDate>
      <description>&lt;a href=&quot;http://www.solab.it/S.O./HOME/Voci/2011/6/21_%22Mestieri_Difficili%22_a_Maremetraggio_2011_files/md_prescreen%20%280.01.05.16%29.jpg&quot;&gt;&lt;img src=&quot;http://www.solab.it/S.O./HOME/Media/object000_2.jpg&quot; style=&quot;float:left; padding-right:10px; padding-bottom:10px; width:148px; height:184px;&quot;/&gt;&lt;/a&gt;Verrà proiettato domenica 3 luglio alle 19.30 in anteprima assoluta al Teatro Miela “Mestieri Difficili”, un cortometraggio promosso e finanziato dallo IAL del Friuli Venezia Giulia e diretto dal regista Manuel Fanni Canelles per la produzione di Solab/Studio OpenSpace con iG Crossmedia.&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;Il film racconta la storia di Marco e Maria, due ragazzi di 15 e 16 anni che, come tanti adolescenti, vivono esasperati dalla distanza emotiva dei loro genitori: quando Maria vuole mostrare la sua pagella alla madre questa la ignora, perché impegnata al computer. A sua volta quando Marco, con il volto visibilmente tumefatto, vuole raccontare a suo padre del suo litigio a scuola questi lo ignora, preferendo continuare a guardare la TV. I due cercheranno di riequilibrare il rapporto familiare in modo inatteso.&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;Il film nasce come progetto didattico all'interno della Scuola per Estetiste e Parrucchiere dello IAL Fvg, che ha voluto finanziare il lavoro affidandolo a professionisti del settore.  Gli studenti hanno così avuto modo di partecipare alla realizzazione del prodotto artistico sia in fase di elaborazione del concetto sia in fase di produzione, sotto la direzione del regista e delle altre maestranze professionali. Il soggetto, nato da un’idea del regista, è stato infatti discusso e perfezionato con gli studenti e poi affidato allo sceneggiatore Omar Soffici, che ne ha curato la stesura definitiva. &lt;br/&gt;Durante le fasi delle riprese i ragazzi hanno interpretato diversi ruoli e gestito, sotto la direzione di Aurea Parovel, gli effetti speciali sul trucco.&lt;br/&gt;Da un punto di vista formale, il film si concentra sul simbolismo delle inquadrature allacciando di fatto il linguaggio filmico a quello della videoarte, proseguendo  la cifra registica dei precedenti lavori di Fanni Canelles.&lt;br/&gt;“Da un punto di vista compositivo il film presenta il linguaggio della videoarte”, spiega il regista  “dove il tempo è volutamente dilatato. Questa dilatazione contrasta visibilmente con la velocità del mondo di oggi, causa sottesa dello sfaldamento delle relazioni umane, tuttavia è una veste subdola, una salute apparente, sotto la quale si cela l'indifferenza e l'incapacità di comunicare. &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;La famiglia è prigione dorata”, interviene lo sceneggiatore Omar Soffici, “una trappola della quale ad un certo punto si accorgono i protagonisti; essi maturano la consapevolezza di poter invertire le parti di un sistema che viene dato per scontato, di potere insegnare qualcosa ai loro genitori per la prima volta. In una casa perfetta, dove ogni cosa è maniacalmente al suo posto, vediamo una vecchia tv, inspiegabilmente lasciata sul pavimento; essa rappresenta simbolicamente la forza prevaricatrice dell'inutile, una forza che avvelena la famiglia da dentro. Come se l'impellenza di nutrirsi di questa forza intossicante fosse ormai una dipendenza che si palesa, la necessità di darle una degna collocazione diviene superflua. Questo abbandono singolare diviene così l'indizio più evidente dell'esistenza di un mondo celato, una realtà implicita che tende a svelarsi mano a mano che i protagonisti ne divengono consapevoli”.&lt;br/&gt;Il cortometraggio è stato girato in diverse zone della città, dalla sede del Mini Mu all'interno del  Parco di San Giovanni, alla sede dello IAL di Trieste e della Scuola alberghiera dello IAL di Porto San Rocco a Muggia.&lt;br/&gt;Mestieri difficili” si avvale della fotografia di Daniele Trani e della fonica di Francesco Morosini, e ha visto la partcipazione degli attori Adriano Giraldi e Mariella Terragni nel ruolo dei genitori. &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;Tra gli allievi attori i due protagnisti Maria Senela Capogrosso e Riccardo Kodan, affiancati di Chiara Crevatin, Jessica Di Somma, Antony Hudorovich, Erika Raia, Stefania Levi, Melanie Perez, Ivana Pieri e Anna Di Lernia. &lt;br/&gt;Alla direzione organizzativa Marta Comuzzi, Eleonora Cavallo, Marco Depperu, Katia Superina, Daniela Maglizza.&lt;br/&gt;</description>
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      <title>Dall'11 al 13 marzo 2011: Workshop intensivo di luci e riprese cinematografiche Diretto da Daniele Trani</title>
      <link>http://www.solab.it/S.O./HOME/Voci/2011/3/5_Dall11_al_13_marzo_2011__Workshop_intensivo_di_luci_e_riprese_cinematografiche_Diretto_da_Daniele_Trani.html</link>
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      <pubDate>Sat, 5 Mar 2011 23:01:23 +0100</pubDate>
      <description>&lt;a href=&quot;http://www.solab.it/S.O./HOME/Voci/2011/3/5_Dall11_al_13_marzo_2011__Workshop_intensivo_di_luci_e_riprese_cinematografiche_Diretto_da_Daniele_Trani_files/sconosciuto.jpg&quot;&gt;&lt;img src=&quot;http://www.solab.it/S.O./HOME/Media/object000_2.jpg&quot; style=&quot;float:left; padding-right:10px; padding-bottom:10px; width:148px; height:225px;&quot;/&gt;&lt;/a&gt;I giorni 11, 12 e 13 marzo 2011, la produzione Studio Openspace organizza un workshop formativo di riprese e tecniche cinematografiche. &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;Il programma sarà articolato in 3 giornate di lavoro, in cui il docente offrirà la propria esperienza attraverso alcune lezioni introduttive che avranno luogo durante la prima giornata (tecniche base di ripresa e impostazione del lavoro), per poi procedere alla realizzazione pratica di un filmato, che sarà completato nell'ultima giornata del workshop che prevede anche un'uscita in P.za Unità a Trieste per dare modo ai partecipanti di mettere in pratica le nozioni apprese. &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;Programma:&lt;br/&gt;	•	L'inquadratura: scala dei piani, regole della composizione (centro d'attenzione, triangolazione, prospettiva, regola dei terzi ecc.);&lt;br/&gt;	•	La telecamera: principali caratteristiche, uso dei comandi principali (bilanciamento del bianco, diaframma, otturatore ecc), il CCD, differenza tra principali tipi di telecamere, il menu;&lt;br/&gt;	•	L'ottica: definizione degli obiettivi (grandangolo, normale zoom), la lunghezza focale, regole base dell'ottica (come si forma un immagine, profondità di campo e di fuoco ecc.);&lt;br/&gt;	•	I filtri: neutri, polarizzatori, di conversione, ecc.&lt;br/&gt;	•	Il cavalletto: principali movimenti di macchina su cavalletto, panoramiche verticali e orizzontali, zoom, movimenti combinati;&lt;br/&gt;	•	La luce: regole base dell'illuminazione, differenza tra diverse tipologie di corpi illuminanti, ripresa con luce naturale e luce artificiale;&lt;br/&gt;	•	Prove pratiche: riprese di un documentario su Trieste, prove di illuminazione su diverse inquadrature, cambio d'atmosfera con l'illuminazione.&lt;br/&gt;	•	Post produzione col computer: regolazione della luminosità e del contrasto, livelli, saturazione, bilanciamento colore ecc.&lt;br/&gt;ORARI&lt;br/&gt;Venerdì 11 marzo | 16.00 – 19.00 &lt;br/&gt;Sabato 12 marzo | 09.00 – 13.00 | 14.00 – 18.00 &lt;br/&gt;Domenica 13 marzo | 09.00 – 13.00 | 14.00 – 18.00&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;Daniele Trani, operatore di macchina e direttore della fotografia di documentari e lungometraggi ha esordito come direttore della fotografia nel cortometraggio “Interno 9”, vincitore del Fano Film Festival 2003 e del Golden Globe 2003. Ha lavorato in varie trasmissioni televisive in qualità di operatore, ha realizzato numerosi video promozionali per aziende anche come regista e montatore; da poco si occupa anche della direzione della fotografia di videoclip.&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;Cosa portare è consigliabile portare la telecamera nel caso in cui se ne possegga una per avere maggior confidenza col mezzo. Carta e penna&lt;br/&gt;Costo  € 200,00&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;I corsi partiranno al raggiungimento del numero minimo di 8 iscritti&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;Per potersi iscrivere al corso o ricevere informazioni in merito, basta inviare una email all’indirizzo &lt;a href=&quot;mailto:segreteria@solab.it/&quot;&gt;segreteria@solab.it&lt;/a&gt; , indicando il proprio nome, cognome, recapito telefonico e indirizzo email con cui poter essere contattati.</description>
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      <title>IL CONFINE. Spettacolo teatrale sull’esodo istriano in scena al Teatro Basaglia - 14 novembre 2010 - Trieste</title>
      <link>http://www.solab.it/S.O./HOME/Voci/2010/11/9_IL_CONFINE._Spettacolo_teatrale_sullesodo_istriano_in_scena_al_Teatro_Basaglia_-_14_novembre_2010_-_Trieste.html</link>
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      <pubDate>Tue, 9 Nov 2010 19:38:51 +0100</pubDate>
      <description>&lt;a href=&quot;http://www.solab.it/S.O./HOME/Voci/2010/11/9_IL_CONFINE._Spettacolo_teatrale_sullesodo_istriano_in_scena_al_Teatro_Basaglia_-_14_novembre_2010_-_Trieste_files/babich_barba_1.jpg&quot;&gt;&lt;img src=&quot;http://www.solab.it/S.O./HOME/Media/object023_1.jpg&quot; style=&quot;float:left; padding-right:10px; padding-bottom:10px; width:148px; height:225px;&quot;/&gt;&lt;/a&gt;IL CONFINE. Spettacolo teatrale sull’esodo istriano in scena al Teatro Basaglia, nel Parco di San Giovanni domenica 14 novembre 2010 alle ore 21.00.&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;Nell'ambito della rassegna Si accendono le luci.... FRAMMENTI DI TEATRO CIVILE organizzata e promossa dalla Provincia di Trieste e dalla Casa dei Teatri.&lt;br/&gt;Produzione Studio Openspace. &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;Domenica 14 novembre 2010 alle ore 21.00 presso il Teatro Basaglia, nel Parco di San Giovanni va in scena lo spettacolo IL CONFINE diretto da Manuel Fanni Canelles per la drammaturgia di Barbara Sinicco e con la produzione di Studio Openspace, nell'ambito della rassegna Si accendono le luci.... frammenti di teatro civile organizzata e promossa dalla Provincia di Trieste e dalla Casa dei Teatri. Un uomo che si ritrova e un uomo che si perde. Il primo attraversa la storia, i paesi, le culture, il secondo disperatamente aggrappato alla propria terra, indissolubilmente legato alla propria cultura: è l'esule, il profugo, colui che parte perché deve, non ha avuto scelta. Quale terra più toccata, più sensibile della nostra? Sessant’anni fa i profughi istriani arrivavano a Trieste, sono i nostri genitori, i nostri nonni, siamo noi. Siamo tanto diversi dai profughi costretti a scappare oggi? La figura dell’esule, il profugo istriano che non smette di pensare anche in italiano indossa i panni della vittima ma non ne fa una bandiera di dolore quanto di appello e condivisione, richiamando paure e speranze comuni ad altri esodi della storia. Attraverso la contaminazione di scena teatrale, video e musica e grazie alla struttura di studio, la produzione ha elaborato un testo originale con l’obiettivo di riflettere sul significato di “limite” svincolandolo dalle tormentate insidie del passato. Provocatorio, inoltre, l’accostamento finale tra l’esule di un tempo e l’emigrante dei nostri giorni, dicotomia efficace e utile per legittimare la sottolineatura, sul tema del confine, l’abbandono della propria terra e il disagio dell’adattamento forzato.&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;Lo spettacolo si avvale dell’interpretazione di Riccardo Maranzana, Maurizio Zacchigna e Marta Comuzzi, delle musiche di Chiara Minca e Andrea Medeot e della consulenza dello scrittore Pietro Spirito e dell’assistenza di Daniele Tenze. Il montaggio dell'audivisivo Paolo Francesco Ferrara.</description>
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